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Il guardatore di stelle

Era una notte bellissima.

In quella notte, per caso, scoprii il cielo.

Non ricordo perché, ma ..alzai gli occhi a guardare.

Era sereno una notte buia senza luna..quello che vidi  fù un qualcosa, che non avevo mai visto, ero solo di fronte all’universo..

Ricordo che tale spettacolo mi diede una sensazione di calma……,  di piacere, tanto che mi trovai con la testa rovesciata indietro, fermo a guardare come non avevo mai fatto.

Una sensazione che ritorna ogni qual volta ricordo quel momento..eppure sono passati tanti anni..

In quel momento capii che, la sensazione di piacere era dovuta al fatto della coscienza di cosa ero….

Veramente..un nulla, e di fronte al mio nulla perdevano importanza le angoscie della vita quotidiana.

Niente era così poi rilevante.

Niente del terreno dell’umano poteva avere importanza di fronte all’infinito.

Un incontro

Durante il periodo della mostra ARTE CONTEMPORANEA CITTA’ DI PISTOIA, di tutti i visitatori mi ha colpito un signore di 93 anni, non ricordo il nome, anche se me lo ha detto. Ma io i nomi non me li ricordo più, da quando ho avuto l’ictus.

Un signore alto dal portamento, ancora imponente, nonostante si appoggiasse ad un bastone.

E’ entrato chiedendo di voler vedere…anche io , tempo fa dipingevo.

Conoscevo Marino Marini e quando morì, la signora mi chiamò a fare pulizia. Facevo, lo spazzino,

“quello che trovo lo porto via… dissi, meno i gessi… i gessi  la signora non voleva”

Ma il sabato si andava con il cavalletto e con i colori a fare i quadri fuori… era bello !

Ora sono sordo…e cieco… mi sono operato una settimana fa a questo occhio.

Io mi sforzavo di comunicare… ma lui tirava diritto con il suo racconto.. di Fernando Melani, quando girava in  bicicletta per Pistoia, delle mostre al Valiani… dei premi che aveva vinto….

Guardava i quadri… gli piacevano anche le cose inconsuete, quelle che di solito i pistoiesi non guardano, o se le guardano … non vedono. Immagini insignificanti che scorrono davanti agli occhi, dei quali non recepiscono il messaggio.

Poi ad un tratto , la voce gli si stozza, gli occhi gli si inumidiscono… si arrossano.. forse, ricordi… rimpianti… chissà !

E così come è entrato è sparito… sono sceso giù nella strada. L’ho visto svoltare l’angolo.. chissà se avrò modo di rincontrarlo… chissà !